Le Chiocciole di Slow Food premiano il Piemonte, in particolare Cuneese e Alessandrino.

Il riconoscimento arriva con la pubblicazione della guida

C’erano una volta l’oste e l’osteria, qualche tavolo stretto l’uno all’altro, atmosfera famigliare e informale, servizio ai tavoli effettuato dal padrone di casa che si prendeva cura con amorevole passione dei suoi avventori.  Lì’, nell’osteria si mangiavano piatti della tradizione. Adesso, grazie anche al lavoro di Carlo Petrini e di Slow Food la riscoperta è diventata una moda. Ma affinchè non rimanga tale ma possa essere la garanzia di un ritorno alla qualità di un passato non troppo lontano e dei suoi valori, arrivano  i riconoscimenti a chi sta facendo dell’osteria un luogo di valori non solo enogastronomici.
Da trent’anni la Guida alle Osterie d’Italia è punto di riferimento per il settore, sia dal punto di vista dei gestori che degli avventori. L’ambita Chiocciola assegnata da Slow Food è un mito, un simbolo, qualcosa al di là del tempo e dei luoghi.
Il 17 settembre 2019 tutto questo sarà di nuovo in edicola e in libreria, con la trentesima edizione della Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food. Anticipiamo i locali piemontesi che riceveranno il riconoscimento.

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Queste le nuove Chioccole d’oro piemontesi

Alba, Osteria del Vicoletto
Alba, Osteria dell’Arco
Bosco Marengo, Locanda dell’Olmo
Bra, Battaglino
Bra, Boccondivino
Calamandrana, Violetta
Capriata d´Orba, Il Moro
Cartosio, Cacciatori
Cessole, Madonna della Neve
Cherasco, La Torre
Cissone, Locanda dell’Arco
Farigliano, La Speranza
Frassino Reis, Cibo Libero di Montagna
Marmora, Lou Pitavin
Monforte d´Alba, Repubblica di Perno
Monteu Roero, Cantina dei Cacciatori
Saluzzo, Corona di Ferro
Sambuco, Osteria della Pace
San Marzano Oliveto, Del Belbo da Bardon
Serravalle Langhe, La Coccinella
Sizzano, Impero
Torino, Antiche Sere
Torino, Consorzio
Valdieri, Locanda del Falco