Condannato a tre anni per stalking perchè la fidanzata non lo voleva più.

Sul tetto non era Babbo Natale

Una relazione durata quattro anni che volgeva al termine per volontà di lei, ma non accettata da lui. Una storia come tante che poteva finire in tragedia, evitata per pura casualità. A Natale 2016  Giuseppe Monforte, 61 anni, di Acqui piccolo imprenditore e addestratore di cani. si era arrampicato  sul tetto della casa della sua ex e aveva sigillato il camino. Le stanze si erano riempite di fumo e la malcapitata aveva rischiato di morire soffocata.

Volpe squartata sullo zerbino

Questo episodio non era stato il solo a spaventare la donna. Infatti si era trovata sullo zerbino di casa anche una volpe squartata e sventrata. Messaggio chiaro su quale avrebbe potuto essere il suo destino. A tutto questo si era aggiunto un copione che spesso accompagna i casi di stalking.  Pressioni sui famigliari per convincere la donna a continuare la relazione, colpi sparati con scacciacani, improvvise apparizioni sul luogo di lavoro. E poi gomme bucate, pedinamenti e pressioni.

L’imputato ha negato i fatti più gravi

Monforte ha negato i fatti più gravi, ammettendo soltanto quelli più “lievi”, si fa per dire. Doveva pur convincerla in qualche modo. Prima di arrivare alla denuncia la donna si era rivolta al centro antiviolenza Medea di Alessandria, spinta dalla paura di morire a causa dell’escalation di episodi, sempre più preoccupanti. Condanna a 3 anni e mezzo, anche tenendo conto della recidiva, visto che l’imputato aveva già una condanna per stalking nei confronti di un’altra donna.