Omicidio preterintenzionale: da questa accusa deve difendersi Gianna Damonte, nel processo cominciato oggi, lunedì 13 maggio 2019, davanti alla Corte d’Assise.

Gioco erotico finito in tragedia

Al via l’udienza in Corte d’assise ad Alessandria, la donna è imputata di omicidio preterintenzionale, l’episodio avvenne due anni fa quando, durante un gioco erotico, il partner della Damonte morì soffocato. La Novese deve rispondere della morte di Riccardo Sansebastiano, aveva all’epoca 61 anni, direttore sospeso dell’Atc di Alessandria. Il sostituto procuratore, Andrea Zito, contesta alla donna l’ipotesi di omicidio preterintenzionale.

I fatti

Sansebastiano è morto nella mansarda di uno stabile dell’Atc in via Maggioli, nel luglio 2016. La difesa della Damonte, affidata all’avvocato Manuela Calzetta, ha chiesto il non luogo a procedere ma non riti alternativi.

Vittima delle conseguenze di un gioco erotico, infatti l’uomo si era lasciato legare dalla donna con cui aveva una relazione e, in comune accordo con lei, aveva aspettato che tornasse alcune ore dopo, l’attesa era finalizzata a far crescere l’emozione. Rientrata in quell’appartamento la donna ha trovato l’uomo boccheggiante. Il caldo fuori limite, oltre 40 gradi, l’aveva ridotto a uno stato di prostrazione tale da fargli ricadere il capo sul petto, provocando l’asfissia con il collare e a vendo i polsi legati non ha potuto liberarsi.

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Si sono costituite parte civile le figlie della vittima, tutelate dall’avvocato Massimo Grattarola, mentre l’imputata, non presenta stamane in aula, è difesa da Stefano Savi di Genova.