“Manda qualcuno perché è esploso tutto, manda tutti, son feriti, son feriti, siamo tutti feriti. Tutti quanti. Manda veloce”. È la voce del carabiniere Roberto Borlengo sotto le macerie con la morte attorno. Sta parlando con lam centrale operativa pochi secondo dopo l’esplosione fatale.

“Sto male, sono sotto qualcosa…”

“Riesci a stare al telefono?” gli chiede il collega, e intanto si sentono le urla e i lamenti delle persone rimaste ferite nell’esplosione. “Ci provo – risponde il carabiniere – sto male, io ve lo dico, sto sotto qualcosa, non so cosa, sto malissimo”. “Pasquale, manda qualcuno, ti prego, stanno morendo tutti – si sente ancora nell’audio della telefonata. È esplosa la palazzina, stavamo facendo il sopralluogo ed è esplosa, è esplosa. Stiamo messi tutti male”

“Sicuramente ho perso un occhio…”

“Sto per svenire Pasquale, fai presto. Io sicuramente ho perso un occhio, sto perdendo un sacco di sangue, abbi pazienza Pasquale, sto malissimo. Ho un piede sotto le macerie. Siamo tutti seppelliti. Dimmi te se devo morire così a 31 anni. Porta del ghiaccio per favore”.

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“Se mi va male di ai miei che gli voglio bene”

“Pasquale, ti prego. Se mi va male digli ai miei che gli voglio un mondo di bene, sto messo male. Stiamo sotto le macerie, fai in fretta ti prego. Stiamo tutti qua, siamo in cinque o sei. Stiamo morendo Pasquà, manda qualcuno ti prego”. “Stai tranquillo Robi che non muori, parla con me Robi. Ma sento qualcuno vicino a te che grida aiuto, chi è”, chiede ancora l’operatore. E la risposta: “Sono i vigili, tutti i vigili”.

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