Le Giornate FAI d’Autunno compiono otto anni e sono più vitali che mai. Sono giovani perché animate e promosse proprio dai Gruppi FAI Giovani, che anche per quest’edizione hanno individuato itinerari tematici e aperture speciali che permetteranno di scoprire luoghi insoliti e straordinari in tutto il Paese. Un weekend unico, irripetibile, che oggi,  sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 toccherà 260 città, coinvolte a sostegno della campagna di raccolta fondi del FAI “Ricordati di salvare l’Italia”, attiva a ottobre. Come riporta Il Giornale di Lecco.

Giornate Fai d’Autunno

Due giorni per sfidare la capacità degli italiani di stupirsi e cogliere lo splendore del territorio che ci circonda, invitando alla scoperta di 700 luoghi in tutta Italia, selezionati perché speciali, curiosi, originali o bellissimi.

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Ecco i gioielli lecchesi da scoprire

Due i Comuni  lecchesi che apriranno al pubblico i propri incantevoli luoghi, tutti da scoprire e ammirare. Si tratta di Esino Lario e Paderno d’Adda.

Esino

Ecco cosa sarà possibili visitare ad Esino

Il Museo delle Grigne, la chiesa di San Vittore Martire, Villa Clotilde, la Via Crucis, la Chiesa di Ornatella.

Paderno d’Adda

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, eccezionalmente e per la prima volta, sarà possibile visitare la Centrale Edison Spa “Guido Semenza”. Quando, nel 1917, si progettò la sua realizzazione, lungo il corso del fiume Adda erano già in funzione altri due impianti Edison, Bertini ed Esterle, motori della prima industrializzazione di Milano e zone limitrofe. La Centrale Semenza viene ideata per utilizzare le acque eccedenti la portata massima della Centrale Esterle e venne costruita in prossimità della già presente diga di Robbiate, al fine di sfruttare il salto di 9 metri che l’acqua compie grazie a questo sbarramento. La semenza entrò in funzione nel 1920, con una configurazione idraulica molto particolare: le turbine si presentavano, infatti, immerse nell’acqua senza l’ausilio di condotte o di collettori. Oggi la Centrale Semenza è ancora in funzione. Grazie ad un attento restauro, avvenuto tra il 2002 e il 2003, l’edificio ha mantenuto il suo aspetto originario.

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La storia del Molino Colombo inizia nella valle dell’Adda quando, nel 1882, Federico Wyttenbach costruisce il primo mulino italiano alimentato a energia elettrica trasformando la macinazione del grano, ancora condotta in forma artigianale, in un’attività industriale. Durante i primi anni del XIX secolo subentrano nella gestione del mulino i fratelli Anselmo, Luigi e Salvatore Colombo, grazie ai quali si inaugura un florido periodo per l’azienda. Questa fase fiorente subisce, tuttavia, una momentanea interruzione quando, nel 1945, il mulino viene distrutto durante un bombardamento,. è con la sua ricostruzione che il Mulino assume l’aspetto che oggi lo caratterizza. Nel 2015 l’azienda effettua una grande opera di ampliamento e apre l’Accademia della Farina, un moderno laboratorio di panificazione, pizzeria e pasticceria. Qui i maestri panificatori, pasticceri e pizzaioli trovano un luogo di incontro per condividere i “segreti del mestiere” con i clienti del mulino.